Senza repêchage il licenziamento è illegittimo - PMI Servizi Associati

  • 25 Novembre 2018
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Il repêchage (“ripescaggio”) è sempre piú fondamentale nella valutazione di legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo (cioé quando viene cancellata una posizione di lavoro). Il datore di lavoro prima di adottare il licenziamento che deriva da ragioni legate all’attività produttiva, dovrà in modo preliminare e obbligatorio verificare se é possibile ricollocare il lavoratore in altre attività. Il licenziamento sarà considerato legittimo solo se l’azienda potrá dimostrare:
– l’effettività e l’oggettivitá delle ragioni aziendali che lo giustificano (chiusura di un reparto o  cancellazione di una posizione lavorativa);
– il collegamento tra le ragioni di carattere produttivo-organizzativo ed il singolo provvedimento di licenziamento (perché proprio quella persona e non un’altra);
– l’impossibilità di utilizzare il lavoratore licenziato in mansioni diverse da quelle precedentemente svolte (obbligo di repêchage / “ripescaggio”);
– il rispetto dei criteri oggettivi predeterminati (dalla legge) nonché dei principi di correttezza e buona fede nella individuazione del lavoratore da licenziare.
Per essere legittimo, il licenziamento deve rappresentare per il datore di lavoro l’unico provvedimento possibile dopo avere accuratamente valutato e dimostrato che non vi sia altra possibilità di utilizzare il lavoratore in altre attività. In caso contrario il licenziamento é illegittimo. É quindi fondamentale che il datore di lavoro si faccia assistere fino dalle fasi iniziali di valutazione di un possibile licenziamento per ragioni economiche. In questo modo, potrá analizzare in modo accurato la situazione e fare i passi
opportuni per procedere al licenziamento, dimostrando la correttezza della scelta e la oggettiva impossibilitá di ricollocare il lavoratore.