Corte Costituzionale: boccia parte Jobs Act - PMI Servizi Associati

  • 3 Novembre 2018
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La Corte Costituzionale ha dichiarato “illegittimo” il calcolo delle indennità che spettano ai lavoratori licenziati ingiustificatamente: la bocciatura riguarda il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, ovvero l’articolo 3, comma 1, del Jobs Act. Il capitolo sull’indennità, infatti, non è stato migliorato dal Decreto Dignità varato dall’attuale governo. Nel Jobs Act del marzo 2015 è stato stabilito come calcolare le indennità in caso di licenziamento illegittimo.

Il testo prevedeva che “per il lavoratore licenziato in maniera ingiusta il risarcimento previsto era di due mesi di stipendio per ogni anno di anzianità di servizio. Il tutto, entro un limite minimo (quattro mesi di stipendio) e massimo (ventiquattro mesi)”. Ad esempio, se il giudice avesse riconosciuto come illegittimo un licenziamento di un assunto a tutele crescenti con tre anni di servizio, al lavoratore sarebbero andati sei mesi di stipendio.

Secondo la Corte Costituzionale (clicca qui per leggere il testo integrale) “la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore” è “contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione”.

Questa parte, ha precisato la Corte costituzionale “non è stata modificata dal recente Decreto dignità che ha modificato il quantum degli indennizzi ma non il meccanismo di determinazione dell’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato”. Le conseguenze della decisione non sono ancora chiare (anche perché per il momento la Corte Costituzionale ha pubblicato soltanto una breve nota, mentre la sentenza completa sarà depositata nelle prossime settimane), ma saranno con ogni probabilità molto ampie: la principale sarà che i giudici potranno decidere con maggiore autonomia l’ammontare dell’indennizzo che i datori di lavoro dovranno pagare ai loro dipendenti licenziati in maniera ingiustificata. Le conseguenze si rifletteranno sia su chi ha cause di licenziamento in corso sia sulle decisioni future di assumere o licenziare da parte dei datori di lavoro.