Decreto Dignità, le novità sui contratti a termine - PMI Servizi Associati

  • 30 Ottobre 2018
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Il Decreto Dignità ha apportato una serie di modifiche in merito alla disciplina del “contratto di lavoro a tempo determinato” e fanno riferimento, essenzialmente, ai limiti di durata, nonché ai limiti e ai presupposti per i rinnovi e le proroghe. La nuova normativa scatterà, per i contratti già in essere, dal mese di novembre 2018. Nel corso del periodo transitorio, che durerà fino al 31 ottobre per consentire alle imprese di adeguarsi, si potranno ancora applicare le attuali disposizioni. I nuovi contratti, invece, dovranno da subito adeguarsi a quanto stabilito dal decreto.

In base alle nuove disposizioni i contratti a termine, in ogni azienda, non potranno superare il 30% di quelli a tempo indeterminato in forza alla società che lo utilizza; nel conteggio dovranno essere considerati anche i contratti di somministrazione.

IL Decreto Dignità ha apportato modifiche anche sulla durata massima dei contratti a termine: il nuovo limite è fissato a 12 mesi che potranno essere innalzati fino 24 mesi (non più 36) se indicate specifiche causali. A ogni rinnovo scatterà un aggravio contributivo dello 0,5% interamente a carico del datore di lavoro, ma non per colf e badanti.

Il ritorno delle causali comporta che, per i contratti che gli imprenditori decidono di prorogare oltre i primi 12 mesi, qualora non ci siano le circostanze giustificative per proseguire il rapporto di lavoro, scatterà automaticamente la trasformazione in contratto a tempo indeterminato a partire dalla data di superamento dei 12 mesi.