AMMINISTRATORE E DIPENDENTE: QUALI CONDIZIONI? - PMI Servizi Associati

  • 15 Ottobre 2019
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L’Inps col messaggio n. 3359 del 17 settembre 2019, allineandosi alla giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito le condizioni in base alle quali l’amministratore di una società di capitali possa essere assunto dalla stessa azienda con contratto di lavoro subordinato.

L’Inps con questo messaggio si allinea all’orientamento giurisprudenziale che, in linea di massima, non esclude una compatibilità tra attività di gestione e lavoro subordinato a tre condizioni:

  • il potere deliberativo diretto a formare la volontà dell’ente è affidato ad un organo collegiale o ad un altro organo espressione della volontà dell’ente;
  • l’organo sociale è assoggettato al potere direttivo, organizzativo e disciplinare dell’organo collettivo o a quello di altri componenti dell’organo sociale;
  • la persona in questione svolge mansioni estranee al rapporto sociale o attività non comprese nel potere di gestione che discende dalla carica ricoperta o dalle deleghe che gli sono state conferite.

Ne consegue, pertanto, che, è del tutto incompatibile con il lavoro dipendente quella di amministratore unico. Quest’ultimo infatti, in presenza anche di un rapporto di lavoro subordinato con la società dal medesimo gestita, diviene di fatto datore di lavoro di sé stesso.

Da valutare singolarmente invece è la posizione di Amministratore Delegato.

Secondo l’Inps, infatti, se l’amministratore è in possesso di una delega generale che implica la gestione globale della società senza necessità di interpellare il consiglio di amministrazione, dovrà essere esclusa la compatibilità con il lavoro dipendente. Diversamente, l’attribuzione all’amministratore del solo potere di rappresentanza o di specifiche deleghe, non è da ritenersi ostativo all’instaurazione con lo stesso soggetto di un rapporto di lavoro subordinato.